Santa Maria la Carità: Progetti ambiziosi e servizi di qualità per il futuro del paese

Chi siamo

In questi anni, Santa Maria la Carità ha realizzato progetti ambiziosi e servizi di qualità, tracciando una nuova prospettiva di crescita e benessere. La pandemia e la crisi economica hanno richiesto uno sforzo collettivo, ma ora la città è pronta ad affrontare nuove sfide grazie anche ai finanziamenti del PNRR. Il programma di M273 si basa su continuità, competenza e sostenibilità, con l’obiettivo di coinvolgere attivamente i cittadini e le associazioni. M273 propone azioni concrete e realizzabili per portare avanti i progetti avviati, con una squadra di persone esperte e legate al territorio.

Il Candidato sindaco

Il mio nome è Giosuè Carlo Maria Antonio D’Amora. Sono nato a Gragnano nel 1980, sono il più piccolo di quattro figli e, soprattutto il fratello minore di tre sorelle, con le quali ho sempre avuto un rapporto particolare. Sono, inoltre, marito di Francesca e padre di Antonio.

Laureato con lode in Giurisprudenza, nel 2004, ho sempre fatto del mio tempo libero una forma particolare di attivismo sul mio territorio, sia nelle fila della Parrocchia e dell’Azione Cattolica sia come volontario della Proloco.
L’amore ossessionato per Santa Maria la Carità, mi ha indotto ad accettare, nel 2014, la candidatura alla carica di Sindaco del mio Paese. Ruolo che da dieci anni ricopro con immenso orgoglio, con onestà, lealtà e trasparenza, che sono i valori che più contraddistinguono la mia persona.
Grazie al lavoro ingente di Assessori e Consiglieri, che hanno costituito la mia squadra nel corso dei due mandati elettorali, ho avuto l’onore di inaugurare due grandi opere attese dalla comunità sammaritana per oltre 40 anni, ovvero lo Stadio Comunale Santa Maria e il Cimitero comunale.

La voglia di essere al servizio dei miei cittadini e di dare un contributo funzionale per la crescita e lo sviluppo di Santa Maria la Carità è una fiamma sempre accesa in me, ed è il cuore pulsante del mio motto: “Tutto e sempre per Santa Maria”.

Il programma

Santa Maria la Carità ha alle spalle una lunga e straordinaria storia di servizi sociali e alla persona, fatta di collaborazione con le associazioni, con le Parrocchie, con le cooperative, con il mondo del volontariato, che si è costruita nel tempo, frutto di un forte radicamento nel territorio e di una cultura solidaristica che ha sempre avuto per protagonista un’alleanza tra Enti. Questa tradizione deve essere oggi rinnovata per fare fronte alle nuove sfide sociali che i processi di globalizzazione, frammentazione e precarizzazione del lavoro pongono: esistono nuove forme di esclusione sociale che esprimono domande inedite, per fronteggiare le quali occorre affermare una nuova idea di politiche sociali e di accompagnamento. Bisogna pensare ad uno stato sociale non solo come costo economico, ma soprattutto quale cifra dell’abitare civile. L’investimento sulle reti sociali di servizi già presenti sul territorio è la priorità da assumere per affrontare i problemi locali che hanno rilevanza globale e, soprattutto, per valorizzare la persona, dando a tutti pari opportunità e riconoscendo alla famiglia il suo pieno protagonismo civico.
A fronte dell’aggravarsi delle condizioni economiche e sociali post-Covid, della crisi occupazionale, dell’impatto delle misure nazionali anticrisi, le nuove forme di esclusione e la limitata disponibilità di risorse economiche per potenziare gli investimenti richiedono di ripensare le modalità di intervento e impongono una riflessione per capire come strutturare ancora in maniera più efficace, nel prossimo futuro, le misure di sostegno all’inclusione nei confronti delle persone e delle famiglie più fragili e vulnerabili. Tale riflessione deve partire quindi da un’analisi della governance delle misure messe in campo per favorire l’integrazione e contrastare forme di esclusione come la povertà, le disuguaglianze, le fragilità psico-emotive, anche mediante l’interazione tra enti pubblici e privati del territorio.

I giovani devono essere ascoltati e, subito dopo, devono potersi rendere conto che l’ascolto prestato loro ha prodotto dei risultati concreti. Una città che cresce e che guarda al futuro deve essere in grado di offrire ai suoi cittadini più giovani opportunità di crescita e di maturazione. Crediamo che questo sia il principale obiettivo che ci bisogna porsi quando si parla con i giovani e ai giovani.
Sono molteplici le cose che è necessario attuare in questo importante ambito di intervento politico. In una realtà piccola come quella di Santa Maria la Carità, fare cultura e dare cultura è la medicina migliore per definire politiche mirate ad aiutare la comunità a crescere e a raggiungere una coesione ed un’appartenenza sociale proiettata nel futuro.
È necessario non limitare il campo d’azione ad una sola attività ma inserire le politiche giovanili in una visione generale di Paese. Sotto questa prospettiva, diventa fondamentale il ruolo di una informazione e comunicazione che, utilizzando soprattutto strumenti innovativi, informi i giovani delle opportunità educative e ricreative offerte. Ed è importante, infine, che si individuino luoghi di aggregazione che permettano ai giovani di non essere semplici soggetti passivi ma veri e propri promotori di quelle attività culturali, sportive e ricreative che li riguardano e che nel loro insieme favoriscono la crescita della cittadina.

Il nostro comune ha una forte vocazione turistica, su cui stiamo lavorando affinché si sviluppi ulteriormente. L’accoglienza è sicuramente un requisito fondamentale per una destinazione turistica di successo. Le tradizioni enogastronomiche e le risorse archeologiche presenti nella zona di Madonna delle Grazie, come il muro romano “OPUS RETICULACULATIUM” e la cappella gentilizia con il dipinto di Botticelli, sicuramente aggiungono un grande valore al nostro patrimonio culturale.
La posizione geografica privilegiata, vicina a luoghi e località molto apprezzate in tutto il mondo, offre un grande potenziale per attirare visitatori da ogni parte del globo. Inoltre, l’apertura di una nuova stazione nei pressi del Parco Imperiale e l’inaugurazione di un museo dedicato ai reperti archeologici ritrovati nella zona negli ultimi anni contribuiranno sicuramente a rendere Santa Maria la Carità una meta turistica di rilievo.
È importante notare che il nostro progetto turistico può portare nuovi flussi economici senza interferire con le attività economiche esistenti, ma anzi, andrà ad incrementarle.
Questo è un aspetto molto positivo, poiché l’industria turistica può essere un motore per la crescita economica locale. È fondamentale pianificare attentamente il progetto, coinvolgere la comunità e promuovere un turismo sostenibile che rispetti l’ambiente e la cultura locale.
Siamo sicuri che con l’impegno e la dedizione alla promozione del turismo, Santa Maria la Carità diventerà una destinazione turistica di grande successo, attirando visitatori da tutto il mondo e contribuendo alla crescita economica della nostra comunità.

Le attività sportive coinvolgono un numero particolarmente alto di cittadini, a dimostrazione dell’importanza che lo sport riveste come strumento aggregativo e formativo, oltre ai suoi vantaggi psico-fisici. La sintonia con le associazioni sportive territoriali e l’Amministrazione Comunale dovrà continuare ad essere in futuro una formula vincente. Per tale ragione, prioritario sarà proseguire nel nostro impegno ad assicurare un adeguato sostegno alle attività sportive, attività extrascolastiche e alla crescita delle associazioni e delle squadre, soprattutto giovanili, garantendo strutture sempre idonee e sicure e mettendo a disposizione gli impianti e sportivi comunali a coloro che ne facciano richiesta.

L’ambizione di portare Santa Maria la Carità a livelli sempre più alti di qualità della vita è un’aspirazione alla quale non vogliamo rinunciare. Per farlo è necessario garantire la massima salubrità, sostenibilità, accessibilità e vivibilità dell’ambiente in cui abitiamo. La qualità dello spazio pubblico, del paesaggio, dei luoghi dedicati alla cultura, dell’architettura e dello sviluppo urbano, infatti, gioca un ruolo importante nelle condizioni di vita dei cittadini, per cui le risorse del nostro territorio devono essere gestite in modo tale da soddisfare principi di qualità urbana, tutela ambientale e funzionalità delle strutture pubbliche.
Crediamo in una visione ampia che abbracci, con uno sguardo rinnovato e un approccio integrato, gli aspetti dell’urbanistica e del verde urbano, della tutela e valorizzazione del patrimonio ambientale, della gestione dei rifiuti e della qualità dell’aria. Una visione anche di lungo respiro e che guardi al futuro, conscia di una forte responsabilità verso la salute dei cittadini e il contrasto del cambiamento climatico.
Si tratta di una delle sfide più importanti e stimolanti per un’amministrazione pubblica, consapevoli che per rispondere a bisogni sempre nuovi e per inseguire potenzialità in continua evoluzione, sia imprescindibile un costante aggiornamento non solo degli strumenti pianificatori e operativi a nostra disposizione ma anche dei metodi di lettura dei problemi.

Riteniamo che la sicurezza sia sicuramente un bene da tutelare con tutte le forze e che non debba essere agitato per scopi propagandistici. Una città vivibile deve essere sicura da un punto di vista del contrasto alla criminalità ma, soprattutto, sicura da un punto di vista sociale.
Un’amministrazione comunale attenta deve assumere il tema nella sua complessità al fine di individuare azioni che rispondano nel modo più adeguato ai reali bisogni della città senza cadere nell’allarmismo. Riteniamo che lo strumento migliore sia realizzare l’integrazione tra le politiche e le azioni, volto a migliorare le condizioni di sicurezza urbana del territorio di riferimento, mediante la costruzione di una rete composta da tutti i soggetti coinvolti, istituzionali, forze dell’ordine, scuole, associazioni e cittadini. I concetti chiave su cui devono fondarsi le azioni sono educazione, prevenzione, controllo, regolazione e promozione allo scopo di favorire il coordinamento delle forze di polizia comunale per garantire la legalità, di creare un sistema di regole condiviso tra gli abitanti per il corretto utilizzo di spazi pubblici e di sensibilizzare i cittadini sul tema sicurezza avvicinandoli alle forze dell’ordine e in generale ai servizi di presidio al territorio.

L’Amministrazione uscente in tema di politica urbanistica si è battuta e continuerà a battersi per realizzare equilibri più avanzati nei processi di governo del territorio, soprattutto per la zona territoriale 7 del PUT, di cui il nostro Comune è parte integrante. In questa prospettiva siamo riusciti ad ottenere un riconoscimento politico, giuridico ed amministrativo da parte della Regione Campania, tanto che con nota PG/2022/0215495 in data 22/04/2022 la Direzione Generale Governo del Territorio della Giunta Regionale della Campania emanava una Circolare applicativa in ambito PUT (L.R. n.35/87) alla luce della sentenza della Corte Costituzionale n.261/21, con la quale chiariva, fra l’altro, che la richiamata sentenza non è in alcun modo intervenuta sulla legittimità di quanto previsto dalla propria L.R. n.16/2014 art.1 comma 79.
L’Amministrazione Comunale uscente, in conformità alla legge regionale 16/2004 e del regolamento di attuazione n.5/2011 ha proceduto alla redazione e approvazione del preliminare di PUC. In questa fase, in ordine al dimensionamento del fabbisogno abitativo e del redigendo PUC si ritiene necessario che non si debba procedere all’anagrafe edilizia dell’intero territorio ed in particolare che l’unità di misura non debba considerarsi il VANO ad abitante (art 13 l.r. 35/87) bensì l’ALLOGGIO per ogni nucleo familiare.
Ancora più rilevante è la considerazione che il PUC del Comune dovrà prevedere, in coerenza alla normativa vigente, l’ampliamento volumetrico straordinario del 20% degli immobili della Zona B (residenziale) esistenti, regolarmente assentiti, e la possibilità, per le opere di demolizione e ricostruzione in aree degradate con delocalizzazione ed incremento volumetrico del 35% ai sensi della L.R. n.05/2024.
Il Gruppo Politico M273 pone un forte accento sui seguenti punti ritenuti fondamentali, alla luce della Legge Regionale 29 aprile 2024, n. 5, che ha modificato la Legge Regionale 22 dicembre 2004, n. 16 recante Norme sul Governo del territorio, che introduce diverse modifiche significative alla precedente normativa regionale in materia di urbanistica e governo del territorio.